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Il centro commerciale e gli extracomunitari

Ecco Ale, inizierei proprio da dove hai finito il tuo post. …. “Povero il mio paese …come ti ricordavo, tranquillo e sereno …”. a chi ti riferisci quando parli di mancanza di serenità? Agli extracomunitari (che tu definisci molto banalmente “vu cumprà?”) che “importunano” (come tu dici) le persone?O.k., è vero, te li trovi un po’ in tutti i luoghi, alla Coop a Ponsacco, al parcheggio dell’ospedale a Pontedera, ma credimi tra le svariate volte che ho frequentato questi luoghi non ne ho mai trovato uno che mi importunasse; si ok, qualcuno può insistere un po’ di più per venderti fazzoletti o accendini, ma da qui ad importunare, beh ce ne corre!!! Anzi, più volte mi è capitato il contrario, di vedere alcuni cittadini italiani (solo per questo forse più educati?) liquidarli con modi bruschi, maniere brutali e veramente offensive.

Molti di questi immigrati compiono un viaggio verso un nuovo mondo, sperando di riscattarsi da una situazione di inferiorità economica che molto spesso, ahimé, si trasforma in inferiorità culturale. Il colonialismo subito per anni, fa apparire l’occidente quale unico modello possibile, con l’unico obiettivo che è la migrazione, la ricerca di fortuna con l’intento di contribuire al mantenimento “a distanza” dei propri familiari. Va da se, che molti di loro riescono ad aver più fortuna, ad integrarsi meglio, trovando un lavoro più sicuro, che molto spesso gli permette di farsi raggiungere dai propri cari e di iniziare una nuova vita in un altro paese.

Altri invece, purtroppo, devono (e a volte vogliono) arrangiarsi con questi “lavoretti”…

Proprio al Conad una volta mi è capitato di assistere a questa scena: ero lì perché avevo un appuntamento con una persona, vicino a me c’era un signore di colore che fermava (o meglio provava a fermare) molto educatamente le persone che entravano e/o uscivano dal supermercato, offrendo loro la possibilità di usufruire di una visita a casa da parte di un rappresentante di una famosa ditta di aspirapolveri, il quale avrebbe effettuato la sua dimostrazione pulendo gratuitamente, tappeti e materassi a chi avesse accettato l‘offerta. Sai perché so questo? Perché il Signore ha proposto anche a me tale offerta, l’ho lasciato parlare, molto educatamente gli ho detto che non mi interessava, e lui, altrettanto educatamente si è fatto più in là, continuando il suo lavoro.

Ma nei 20-30 minuti che son rimasto lì, non c’è stata una persona che lo lasciasse parlare, che lo guardasse in faccia, che gli lasciasse spiegare il perché stava lì. Era un po’ come se lui non ci fosse nemmeno, come fosse un uomo invisibile, come se fosse un appestato, come fosse un “criminale” dal quale scappare.

Era invece una persona che cercava di lavorare, se questo si può considerare lavoro!

Ti sembra invece più educato questo tipo di atteggiamento? Perché non ci chiediamo invece come e quanto questa “famosa e grande” ditta lo pagasse per fare ciò?

Perché non ci facciamo invece, un giro nel Santacrocese (tanto per dirne una) a vedere come molti immigrati lavorano nelle concerie in condizioni disumane, sottopagati e al nero, solo perché il “Signorotto” di turno, proprietario dell’impresa, deve guadagnare di più!

Beh, credo proprio che questo (come molte altre cose) siano lo schifo del nostro paese, della nostra Italia!

1 Commento »

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Una Risposta a “Il centro commerciale e gli extracomunitari”

  1. 1

    A. Zucchelli dice:

    Appena avrò un minuto vi rispondo a tuttedue!

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